Anche ieri Radio Deejay ha passato un pezzetto di “La pornografia” (minuto 19.41 di questo link); così, senza un perché, senza il ritornello, con una goffa introduzione, con qualche commento a margine (identico ai precedenti, visto che non è la prima volta) e via…
Ma sì, meglio di una pedata nel sedere, che a qualcuno là dentro quel brano deve pur piacere se ogni tanto gli si fa fare a suo modo capolino, ma non posso non confessarvi un pensiero che riguarda molto più me stesso che non Radio Deejay.
Mi vengono in mente, sapete, quei personaggi che, spesso, soprattutto quando passano a miglior vita, vengono ricordati con premi artistici a loro intitolati, il più delle volte circoscritti al loro paese e, se va bene, a quelli limitrofi.
Hanno sempre un curriculum lungo così, questi tizi: sono stati poeti, cantanti, scultori, registi, musicisti, pittori…
Töt insèma, ovviamente cosicché quel che ne salta fuori è un ritratto comunque poco chiaro di chi da altrettanto poco chiaro ha vissuto.
Un po’ genio incompreso e un po’ scemo del villaggio, insomma.
Nel dubbio gli si intitola almeno una sala della biblioteca.
Di loro magari rimangono una soffitta piena di “cose” che naturalmente nessuno si sogna di tirar fuori da lì e un pugno di parenti che prova, con sempre meno forze, a urlare al mondo quanto fosse incredibilmente intelligente e bravo il suo consanguineo.
Èco, faró chèla fì lé a mé e i mé “molteplici volti” 😂










