“Géro Pepéro” e “Bu-òh” sono potenzialmente le tracce numero 57 e 58 di un album a cui penso spesso e che un giorno potrei anche realizzare.
Si intitolerà “Canzoni stupide per animali domestici”.
Ne compongo di meravigliose ogni giorno di queste canzoni, quasi sempre in stile marcetta militare o roba simile (pòta, il reggae e il jazz si vede che non mi vengono).
Sono terribili anche da un punto di vista metrico, non solo concettuale: ficco a forza trisillabi dove già un bisillabo è decisamente troppo, me ne frego delle rime e a volte sono costretto ad aggiungere una battuta in più al naturale andare della melodia.
Roba brutta, stupida e pure storta, ma che a me piace tantissimo perché altrettantissimo mi piace il mio cane.
“Questo cane è il più bello del mondo
Siamo sicuri che di meglio non ce n’è
E se qualcuno vien qui a dirci che non è il più bellissimo
Noi gli daremo un pugno sulla testa”
Ecco, se volete capolavori simili, venite pure a chiedermeli che ne ho a iosa.
La vera scommessa qual è?
Ebbene: io sono assolutamente sicuro che “Canzoni stupide per animali domestici” venderebbe più di “All the young dudes” e correrebbe pure il plausibilissimo rischio di fornire pure un paio di hit di peso al mercato mondiale musicale.
Già mi vedo, a Berlino, su un palco di 50 x 30m, mentre annuncio “Sbarombo cagnazzo peloso” da un impianto di 300.000W, con la folla che esplode in un delirio indescrivibile, offrendo un campionario di scene di isteria che neanche con i Beatles o Elvis dei tempi migliori.










