Quella della nascita dell’associazione Poldo, a rappresentare il Canile di Colzate, per i più è una notizia di tipo burocratico, decisamente poco interessante, ammettiamolo.
In fondo alla gente poco importa se la firma la metterà X o Y o se l’otto per mille di chi ha fatto questa precisa scelta andrà di qui o di là, passando per questo o per quello.
Per il canile, invece, la notizia è molto importante perché cambia una serie di passaggi fondamentali nella gestione dell’intera struttura.
Mi fa piacere che Rina Abbadini, intervistata da My Valley, abbia ricordato anche la mia (nostra) canzone del 2015, chiamata proprio “Poldo” e dedicata a quello spinone ribelle.
Sarà che nel brano veniva citata anche lei, vera forza motrice di tutto quanto, dalla quale prescindere è letteralmente impossibile.
Quell’operazione per me fu il “pretesto”, al di là del fine benefico, per mettere insieme davvero tanti nomi, sia a livello musicale che non, tutti prontissimi a mettere a disposizione il loro know-how per una buona causa.
Non li elenco tutti perché sono davvero tanti, ma sulle pagine della mia autobiografia artistica “Proud” (uscita proprio quell’anno) potete leggere nel dettaglio tutta la storia.
Come dico spesso “fare del bene spesso fa quasi più bene a chi lo fa!”
Alla fine con quei tremila CD il canile non raccolse chissà che cifra, ma in un modo o in un altro andarono esauriti e in ogni caso creò attenzione e interesse verso quel mondo, magari anche in chi abitava lontano da Colzate.
Oggi il pezzo genera bricioline sul web (cercandolo dovrebbe saltare fuori anche su Spotify o su You Tube), anche se un pochino mi dispiace che non siano mai state pubblicate le due versioni alternative presenti al tempo sul CD.
In quella strumentale, per esempio, c’era un assolo di Dino Di Giacomo alla chitarra davvero notevole.
Ce l’hanno quelli che hanno la chiavetta con la produzione completa del Bepi, ma sono 120, anzi 118 fortunati, mica migliaia!
La chiedono, la chiedono una nuova chiavetta al Giuliano de Costa Ulpì ala bancarèla e lü puntualmente l’ ria a dim: “La fét fa o mia? E quindi?”
E quindi…per adès ardìga al servissio de My Valley!
E W Poldo!









