E CANTE CHI
La vita per tre quarti l’ho passata a porconare
Andare all’estero per me significa arrivare fino a Milano
Al primo posto c’è il lavoro
Al secondo metter via palanche
Al terzo costruirmi la casa
E quando al bar con gli amici ci ubriachiamo a più non posso
Quei tre limoni alla macchinetta che non escono nemmeno a ammazzarli
E la pallina tra le due palette al flipper non entra mai!
E canto chi contiua a guardare l’altra gente senza mai riconoscersi
E canto chi a sentire quelli della TV è come fosse nessuno
Sono stanco di babbei che dicono di valere più di me
Come se non li conoscessi! Mi basta vederli quando arrivano qua
Tutti profumati, parlano come dottori, credono d’esser tutto loro!
E alla fine non son capaci nemmeno di tirar bene il freno a mano
L’ultima volta, ce n’era qui uno, prende la borsa e va
E poi dice: “La macchina qui fuori, l’han rubata!”
Era in fondo alla strada!
E canto chi…
Ieri sera non so su che canale c’erano quelli che fan ridere
Ce n’era uno, faceva il bergamasco, ma non molto bravo con la cadenza
Ha detto che appena abbiamo un attimo costruiamo un muro
Io glielo farei trovare fuori dalla porta una mattina, sicuro!
Può anche darsi che io e i miei amici non siamo dei genii
L’Abruzzo, ad esempio, non so nemmeno bene dove sia
Però ho detto loro sì
Sono stato giù diversi giorni
Qualcosa ho fatto anch’io!
E a quelli che dicono dei bergamaschi “Gente rozza e poco colta”
La tentazione sarebbe quella di menarli tre per volta
Dico solo “Il giovane rozzo però ti fa comodo per fare la malta, vero?”
E cante chi…
